Simili come un cane e il suo padrone

Ci sono pomeriggi che vivi rilassato, e trovi dentro interessanti scoperte.
Sono seduta sul divano di una casa che un po’ sento mia, la stanza illuminata solo dalle lucine dell’albero e dalle carezze a Luna; lei scodinzola e mi guarda come se io fossi fondamentale.

La mente si rilassa, e ripesca i ritratti dei cani che ho incontrato in questi giorni assieme ai loro padroni. Fra loro c’è sempre quella somiglianza profonda e un po’ buffa, che mi spinge a un secondo sguardo, obliquo come un sorriso nascosto.

Osservo Luna; e per la prima volta abbraccio consapevolmente il fatto che il rapporto tra me e lei è in costante, sano mutamento. Eccolo il motivo della somiglianza, davanti a me: è che si cresce assieme.

Fa un po’ ridere; sappiamo tutti della somiglianza tra cani e padroni, ma non siamo altrettanto consapevoli di quanto, per lo stesso processo, finiamo per assomigliare alle persone che amiamo.
Stesa davanti a me a rosicchiare la sua orecchia di maiale, Luna quindi dovrebbe assomigliare un po’ anche a me e al gruppo di amici storici con cui ci incontriamo sempre.

Un moto d’orgoglio mi fa raddrizzare la schiena: dobbiamo essere niente male, niente male davvero.

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Vetro: tutto quello che è trasparente, duraturo, e va trattato con delicatezza. Quello che può contenere una nave o la marmellata fatta in casa.

 
photo credit: Pim Geerts via photopin cc

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Grinta ci vuole

Mamma: “Le cose o le affronti o non le affronti”.

Io: “Le cose o le affronti o sono loro che affrontano te”.

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Umido: tutto quello che è indistinto, triste e maleodorante. Quello che vorresti mettere fuori dalla porta prima possibile, e che invece andrebbe usato per coltivare il giardino.

Photo: source http://www.neverendingstory.com/neverending-story-pictures3.htm

La scintilla divina

Alla fine

insegnando

più che passare le nozioni

devi passare l’entusiasmo.

Devi fargli venire voglia di diventare bravi.

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Carta: tutto quello che ricorda più uno svolazzo di inchiostro che una fila di letterine precise e uguali. Quello che andrebbe piegato in quattro e messo in tasca.

 
photo credit: linsight via photopin cc

La saggezza ha occhi scuri

Ndogou mi guarda, sorride e mi appoggia una mano sulla spalla.

“Sai qual è per me la differenza più grande?

Qui da voi la gente corre dietro alla vita.

In Senegal è la vita che corre dietro a noi”.

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Plastica: tutto quello che è finto, triste, che si rompe solo a guardarlo. Quello che dura poco ma inquina a lungo.

 
photo credit: Ian Sane via photopin cc

Chi è Wally?

In una vaschetta d’acqua che è buona solo i primi due giorni, poi si fa torbida e stantia.

Rampetta, sassetti, pedana. Rampetta, pedana, sassetti.

Ogni tanto nuota fortissimo contro la parete. Sa che non ri-uscirà, ma ci prova.

Pare che pigli a testate il muro.

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Guardarlo, la mattina appena sveglia, mette una cunicola tristezza.

Mi intristisce la vita che fa la tartarughina Wally.

Perché la prigionia mette tristezza; perché avrebbe diritto a una vita migliore.

O perché assomiglia alla mia?

Plastica: tutto quello che è finto, triste, che si rompe solo a guardarlo. Quello che dura poco ma inquina a lungo.

 

photo credit: Sergiu Bacioiu via photopin cc