Di quel luogo, nel freddo, in cui c’è il caldo

Ci sono pomeriggi che una scoperta si porta dietro l’altra.
Sei lì, a godere delle lucette dell’albero e delle carezze a una splendida cagnetta che ti guarda come se tu fossi fondamentale; la mente è libera e vedi le cose nella maniera chiara dei principianti.
Tutto sarebbe perfetto.
Però hai freddo.

Sai quel freddo che sei tutto contratto e non riesci proprio a fartelo passare, nemmeno dopo aver indossato ancora una felpa. Forse ti è entrato nelle ossa già in palestra, mentre ti misuravi con il Tai Chi; mentre il Maestro ti diceva che il freddo è solo una sensazione.
Da anni ti affascina la concezione orientale dei contrari: se il freddo e il caldo sono così intimamente legati e compresenti, allora deve esserci un luogo, nel freddo, in cui c’è anche il caldo.

Lo cerchi, e d’un tratto lo percepisci. Lo trovi lì, dove è sempre stato: nella sensazione delle labbra che toccano il ghiaccio. Riporti quella sensazione alle tue dita congelate; e lo senti, quel luogo dove freddo e caldo convivono. Scopri che puoi scegliere, e i muscoli si rilassano, e il caldo arriva. Questa volta da dentro, come un nucleo pulsante che non sentivi perché ne ignoravi l’esistenza.

È una scoperta che libera la tua volontà.

P.S. Tutto torna: c’è anche un luogo del caldo in cui fa freddo. Me l’ha mostrato ieri il forno mentre facevo i biscotti, accarezzandomi rovente…
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Carta: tutto quello che ricorda più uno svolazzo di inchiostro che una fila di letterine precise e uguali. Quello che andrebbe piegato in quattro e messo in tasca.

 
photo credit: Domiriel via photopin cc

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