L’effetto “Sgomberate”

«Cosa pensavi di me quando ancora non mi conoscevi bene?».
È una domanda che mi piace fare alle persone con cui entro in confidenza. Se a volte hai il sospetto di apparire abbastanza diversa da come sei, questo è un buon modo per raccogliere indizi su cui riflettere.
Una delle risposte che ho ricevuto è stata davvero illuminante.

«Sgomberate, non c’è nulla da vedere» ha sentenziato il mio Amico. «Questo ho pensato. All’inizio uno ha la sensazione di poterti parlare tranquillamente delle sue cose. Ma per quanto riguarda te, dài l’impressione di non aver bisogno di niente. Tu stai a posto: che gli altri si facciano gli affari loro».

Ogni volta che ci penso mi viene in mente una scena che ho visto anni fa. Se dicessi che è tratta da un film d’essai farei la mia figura; ma in realtà parliamo di Sex and the city.
La tipa (quella un po’ più vecchia) si trova a lavorare con un avvocato giovane, bello e in gamba, che dà sempre la risposta giusta e non ne sbaglia mai una. All’ennesima dimostrazione di impeccabilità lei lo guarda in silenzio per qualche secondo; poi sbotta: «Perché fai così?» gli chiede. «Sei simpatico; sei un bel ragazzo; sei un avvocato promettente. Ma così perfetto sei insopportabile! Fai qualcosa, santo cielo! Non so… fatti venire un brufolo!».
È l’effetto “Sgomberate”: cerchi di nascondere le tue debolezze per piacere agli altri; ma non fai altro che allontanarli e risultare spocchioso.

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photo credit: circulating via photopin cc

Ognuno di noi ha una piccola mania che si sforza in tutti i modi di tenere nascosta. C’è chi non riesce a mangiare lo yogurt se la linguetta non si stacca perfettamente dal bordo. Ci sono persone che devono tenere tutti gli oggetti sulla scrivania perfettamente allineati.
Io avevo la paranoia dei pezzetti di cibo fra i denti.

Rabbrividivo all’idea della fogliolina verde piazzata fra gli incisivi, che avrebbe reso comica qualsiasi mia enunciazione. Ero arrivata al punto di odiare i posti senza uno specchio nel bagno. Dopo mangiato cominciavo a parlare mascherando con le labbra i denti davanti. Approfittavo dei momenti in cui l’altro rispondeva per pulire meticolosamente con la lingua ogni interstizio dentale.

Provate a farlo davanti allo specchio. Cosa pensereste di una che smette improvvisamente di sorridere e si esibisce in quel tipo di espressioni?
Il mio interlocutore cominciava di solito ad agitarsi sulla sedia. Una ninfomane? Una serial killer? Una piccola pazza?
Oppure, viste le mie grandi manovre, cominciava a essere lui stesso colto dal dubbio: …Avrò mica qualcosa fra i denti?
Certo è un bel modo per tirare scemo qualcuno che vi sta antipatico. Ma da fuori si vedono solo due paranoici che parlano fra loro a mezza bocca e nelle pause si sfrucugliano i denti. Figurati che cene rilassate…

Invece, da quando ho saputo dell’effetto “Sgomberate”, mangio fuori con molto più gusto. Quando ho finito guardo il mio interlocutore con il sorriso più largo che riesco, mostrando tutta la dentatura. Sfacciatamente gli chiedo: «Ho qualcosa fra i denti?».
In genere dall’altra parte c’è un lungo attimo di sorpresa. Poi arriva un sorriso altrettanto aperto: «No, nulla! …E io?».

Vetro: tutto quello che è trasparente, duraturo, e va trattato con delicatezza. Quello che può contenere una nave o la marmellata fatta in casa.

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