Che poi manco so se mi leggi

Okkey, senti, il punto è questo (poi cambio argomento che se no gli amici del blog qua si annoiano).

però: ora pensavo fra volute di fumo agli strani motivi che mi portano a pensare a te, che mi legano a te, in maniera del tutto controintuitiva (d’altra parte mi stupisco da sola ogni volta delle scelte che faccio)

del perché sento un’energia migliore se tu sei nei paraggi, anche se sei polemico, e cinico, e con quell’espressione di disgusto che ogni tanto affiora solo per ricordare a tutti che hai un grosso scudo

e secondo me è questo: io sono brava con l’energia, tu con la forza. cioè, non lo so se sono brava con l’energia, sto pian piano imparando; ma tu con la forza sei bravo, e questo spiega anche perché sento così tanto il tuo tocco, e la gamma incredibile di sfumature che ha.

io con la forza non sono brava. mi insegni?

e tu non sei bravo con l’energia, ne sprechi un sacco con tutti quei fulminetti che ti escono dalla testa, e con quel baule grosso che ti porti che poi ti stupisci se hai mal di schiena.

ecco, solo questo.

Carta: tutto quello che ricorda più uno svolazzo di inchiostro che una fila di letterine precise e uguali. Quello che andrebbe piegato in quattro e messo in tasca.

Finché avrai paura di sognare

Continuerai a svegliarti ogni quattro ore, giusto prima della fase rem.

Ed è un peccato, perché coi sogni parliamo a noi stessi; la nostra parte più saggia ci guida verso ciò che è bene per noi, dà suggerimenti, fornisce comprensioni e illuminazioni. È la nostra parte vitale, creativa e grintosa che cerca di realizzarsi, superando quei paletti che non sono più sacrosante difese, ma arrocchi ingombranti che hanno perso la loro utilità e rovinano il paesaggio, ostacolando liberatorie corse a perdifiato.

Chi non sogna non desidera; e chi non desidera si muove evitando la paura invece che seguendo il desiderio. Così sceglie una strada molto più lunga e meno piacevole, oltre che una destinazione incerta.

Desiderio e paura sono due espressioni della stessa energia; sei tu che scegli su quale dei due lavorare, permettendogli di avverarsi.

Perché allora non scegliere i desideri, invece delle paure?

Vetro: tutto quello che è trasparente, duraturo, e va trattato con delicatezza. Quello che può contenere una nave o la marmellata fatta in casa.

Se avete un problema che nessuno può risolvere (e se riuscite a trovarli)

Sarebbe un bel momento per scrivere questo.

Per mettersi lì alla tastiera e lasciarsi pervadere dal flusso, sentire le dita che accarezzano i tasti e i tasti che accarezzano le dita mentre riversi l’anima sul foglio, perché altri possano specchiarcisi dentro, o accostare l’occhio allo spiraglio che apri.

Sarebbe un buon momento per lasciare uscire questa energia purificatrice, che vada a sbocciare sul telefono di qualcuno, nella mente di un lavoratore annoiato, nel cuore di un passante distratto, perché concentratissimo (troppo) sui suoi problemi. Un momento di quelli che sei gentile con te stesso, prendi il tuo tempo e un bel fiato, raddrizzi la schiena, sciogli le articolazioni, e ti senti cullato dal flusso; un momento in cui molli tutto e smetti di opporti.

Sarebbe un momento di quelli che condividi la Bellezza e moltiplichi le energie, uno di quei momenti per cui il Cosmo va pazzo, di quelli che in automatico parte la sigletta dell’A-Team.

(Vado matta per i piani ben riusciti).

Vetro: tutto quello che è trasparente, duraturo, e va trattato con delicatezza. Quello che può contenere una nave o la marmellata fatta in casa.

Se la mia voce fosse ardita quanto la mia penna

Vuoi stupirmi? Io ci sto.

Così intanto decidiamo se preferiamo fare i duri che vogliono mantenere la loro indipendenza o gli accorti che prima di mettersi in gioco vogliono capire se ne valga la pena. A me un mix fra i due sta benissimo; nel frattempo, però, posso chiederti un paio di cose? Beh, temo proprio che siano più di un paio. A dire il vero alcune non sono nemmeno domande.

È proprio necessario citare, almeno una volta ogni santa volta, sia la tua ex che quell’altra?

Ci credi che la curiosità può vincere la paura?

Sai che non sei l’unico ad avere un passato? (certo che lo sai, ma secondo me non te ne rendi conto appieno; c’è sempre quella vocina a suggerirti che sei l’unico a essere rimasto scottato, o quantomeno che l’ingiustizia che hai subito tu sia tutto sommato più ingiusta di quelle subite dagli altri. Invece: dopo una certa siam tutti ustionati, per forza; ma si impara a sistemare le proprie cicatrici in modo da farne Bellezza).

Mi leggi? (che tu lo faccia mentre ti parlo è sicuro, me ne accorgo; ma di qui, ci passi mai?).

Usa i gesti, per farmi capire. I tuoi mi arrivano dritti dentro (in genere non capita, ho predisposto una serie di filtri che però, per qualche strano motivo che non comprendo pienamente, su di te non fanno effetto. Pur che continui così son disposta a non capire perché tu li superi e altri no).

Lo sai che 6-8 settimane sono tantissime? Dovrai essere veramente, ma veramente creativo.

E per finire: “La fortuna è ciò che ti succede quando il destino si stanca di aspettare”, dice lo scrittore Gregory David Roberts. Se è vero, mi aspetto che presto ti arriverà un’ondata di fortuna. Secondo la mia analisi dei presagi astrali, il destino è stanco di aspettare che tu faccia ciò che serve per aprire il prossimo capitolo della tua vita. Probabilmente una serie di eventi propizi velocizzerà dei cambiamenti rinviati ma necessari. Il mio consiglio? Non intralciare questi colpi di fortuna inaspettati. Lascia che operino la loro magia. (Non sono mica io a dirlo, ma lui, il non-astrologo che riesce a convincere anche gli scettici).

Vetro: tutto quello che è trasparente, duraturo, e va trattato con delicatezza. Quello che può contenere una nave o la marmellata fatta in casa.

A proposito del far casino per pulire veramente (e delle scelte controintuitive in generale)

Bene, dal momento che ho già scritto tutto nel titolo, ciao.

Scherzo, ovviamente ho intenzione di tediarvi con un’altra delle mie illuminazioni da faccende domestiche.

Volevo solo raccontarvi una cosa che m’è venuta in mente, che avevo letto una volta in un saggio bello che adesso dovrei spremere troppo per ricordare quale fosse, ma su richiesta posso smontare la libreria e dirvelo.

Quindi vado a memoria, non ricordo i dettagli, ma il succo lo ricordo molto bene. Alcune specie animali (animali “inferiori”, tipo insetti e in generale animali parvocellulari) quando il loro habitat è stabile (pasta a pranzo, carne a cena, com’è andata al lavoro, il solito) si riproducono per clonazione.

Quando però l’ambiente comincia a metterli alla prova con qualche tipo di crisi, cosa fanno? Fanno quello che facciamo noi, evoluti benpensanti dal calzetto ricamato, cioè aggrapparsi spasmodicamente alla quotidianità e alla stabilità con i denti del giudizio ben sbiancati?

No. Controintuitivamente (almeno per noi) è lì che si lanciano nella roulette russa della novità, della variazione, passando a riprodurre non più fotocopie di loro stessi, ma mischiando i loro geni con quelli di altri individui per creare vite che possano essere più forti nelle nuove, mutate, condizioni.

Così, mi è piaciuto ricordarlo, volevo condividerlo. Ricreiamoci!

(la chiusa è dedicata a Endorsum)

Carta: tutto quello che ricorda più uno svolazzo di inchiostro che una fila di letterine precise e uguali. Quello che andrebbe piegato in quattro e messo in tasca.